La cultura e le storie dei vichinghi hanno sempre goduto di una certa popolarità in Europa. Attraverso i secoli, ad esempio, frammenti di leggende norrene ci hanno raggiunto grazie alle tradizioni religiose. In tempi più moderni, invece, è stata la letteratura a portare la torcia e a mantenerne viva la fiamma.

C’è un numero enorme di fumetti fantasy, più o meno famosi, che narrano le storie di antiche bande di raziatori. Molto meno comuni, invece, sono i giochi indipendenti basati su questo concetto. Potete immaginare la sorpresa quando, la scorsa settimana, due sviluppatori diversi ci hanno proposto di recensire il loro.

Da appassionato di storia e di videogiochi, mi sono immediatamente offerto volontario per giocarli. Il mio obiettivo, con questo pezzo, è di presentarveli entrambi i progetti e di capire quanto il genere sia compatibile con questo medium. Lascerò poi a voi la scelta di giocarci o meno!

Numero 1: Wartile

vichinghi wartile indie toaster


Il primo concorrente di oggi è un po’ un ibrido. Metà videogioco indie, metà gioco da tavolo; Wartile ci mette a capo di un piccolo gruppo di vichinghi. La missione non è solo quella di sopravvivere, ma anche di riportare il nostro clan al suo antico splendore. Per fare ciò – che ci crediate o meno – dovremo collezionare pedine e districarci in lunghe partite di scacchi tridimensionali.

Wartile sarebbe difficile da inserire in una categorizzazione di genere vera e propria. Sapevo esattamente a cosa stessi andando incontro prima di scaricarlo ed installarlo, ma questo gioco indie mi ha comunque preso alla sprovvista. Delle 8 ore che ci ho passato sopra, una buona metà sono state spese riprovando le stesse missioni. Il fatto che il titolo, poi, ci obblighi a rigiocarle per sbloccare ricompense aggiuntive sicuramente non ha aiutato.

Wartile vichinghi indie toaster

Almeno i livelli sono piacevoli da guardare!

L’idea di basare l’intera azione su timer ed attese è la proverbiale arma a doppio taglio. Il sistema è sicuramente innovativo, ma rischia a volte di ostacolare il giocatore più che avvantaggiarlo. Di conseguenza, il combattimento è irrimediabilmente legato alla nostra abilità di prendere il ritmo. Se riusciremo ad imparare le regole del gioco e a muovere ogni pedina per tempo, ce la faremo. Altrimenti, ci toccherà ricominciare da capo!

Le pause tra le battaglie ci danno, per fortuna, un attimo per riprendere il fiato. Wartile include un sistema di carte collezionabili e la possibilità di personalizzare ogni pedina. Potrete dunque aumentare le loro statistiche, equipaggiarle con nuove skills ed armi e dare ognuna di loro un nome. Peccato per la mancanza di un editor per l’aspetto fisico dei personaggi; ci avrebbe dato la possibilità di vedere l’intera redazione di The Indie Toaster di morire più e più volte!

Numero 2: Northgard

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“Come Age of Empires, ma con i vichinghi” è così che l’articolista di turno presentava Northgard al pubblico della rete qualche mese fa. Un pitch ammirevole per questo gioco, a dirla tutta, che ha perfettamente catturato la mia attenzione. Uno strategico moderno con diverse fazioni basato sulla mitologia scandinava? Figo! Peccato che non tutto quello che luccica sia oro.

Se mi venisse chiesto di descrivere Northgard con una sola parola, non potrei che scegliere l’aggettivo “complicato”. Proprio come per gli RTS che l’hanno preceduto, il titolo ci da la possibilità di costruire intere società partendo da un paio di casette ed un fuoco da campo. Una vera e propria sfida, però, quando tutto sembra così difficile da raggiungere. Persino produrre abbastanza cibo per la popolazione può diventare un problema, quando l’inverno si fa particolarmente duro.

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La neve… Il Freddo… La morte di un intero villaggio!

La sopravvivenza dei nostri vichinghi in miniatura può avvenire in diversi modi. Ci viene data la possibilità di sterminare la concorrenza oppure di dimostrare la nostra superiorità intellettuale. Il limitato numero di strutture che possono essere costruite sulla mappa, purtroppo, ci obbligherà sempre a colonizzare nuovi territori ed espanderci. Una volta che l’esercito è addestrato e pronto, perchè perdere tempo con la diplomazia?

Non voglio sembrare troppo pessimista nei confronti di questo gioco indie. In fondo, Northgard non è completamente da buttare. Considerando il lungo periodo di early access che ha preceduto il lancio, però, diciamo che mi aspettavo qualcosa di meglio.  Certo, le schermaglie contro l’IA ed il multiplayer sono interessanti, ma non abbastanza.Gli sviluppatori stanno lavorando ad una campagna, ma al momento non pare esservene traccia.

In Conclusione

Seppur entrambi i giochi di oggi siano stati costruiti sul mito vichingo, questi due titoli non potrebbero essere più diversi. Entrambi i team hanno deciso di seguire le proprie idee, forse dando alla luce ciò che credevano fosse la migliore interpretazione di questa cultura.

Come ho già accennato prima, ora tocca a voi scegliere. Qualsiasi cosa decidiate di fare con Wartile e Northgard, è piacevole vedere come il genere del videogioco fantasy/mitologico non sia morto e come giovani sviluppatori indipendenti continuino ad integrarlo nei loro progetti!

C’è un oceano di risorse dal quale ripescare i mattoncini con cui costruire un gioco di successo. Oltre a nomi di divinità ed armi tipiche, ad esempio, mi sarebbe piaciuto incontrare più riferimenti alla cultura ed alla società dell’epoca. Sia il primo che il secondo gioco accennano brevemente l’argomento, ma nessuno dei due sembra molto interessato ad approfondirlo.

Chissà, magari qualcuno arriverà a riempire gli spazi rimasti ancora vuoti e ci proporrà un viaggio interattivo in un mondo che ha innegabilmente contribuito a plasmare il nostro!