Venir cresciuto a pane e videogiochi può portare a degli sgradevoli svantaggi, primo fra tutti quello di una vita sociale per lo più inesistente. Fortunatamente oggi giorno è possibile collegarci con qualunque persona abbia i nostri stessi gusti grazie ad Internet, ed il sistematico e prevedibile crollo di tutti gli stereotipi riguardo i “nerd” ha aiutato molti di noi ad integrarsi nella società senza problemi.

Ma, almeno quando eravamo più piccini, spesso era difficile avere un po’ di compagnia per giocare a dei giochi multiplayer, e no, non sto parlando di componenti online: mi riferisco a party games come Super Mario Party, a Smash Bros, a Tekken, Gran Turismo, ed anche a quell’abominio splitscreen di Ratchet e Clank 3. Tutta roba che, senza almeno un altro essere umano seduto affianco a te, era impossibile godersi.

Per questo motivo quando ho avviato per la prima volta Wild Glory, prima fatica dei nuovissimi Manalith Studios, ho spontaneamente riso ripensando a quei tempi in cui premevo start su entrambi i miei Dualshock e cercavo di battermi da solo a qualcosa di pseudo-divertente.

“Posso Folgorare i Miei Avversari col Martello di Thor! Questo Gioco è il Massimo…”

La decisione che gli sviluppatori di Wild Glory hanno preso è senz’altro audace: un arena-like/party game completamente votato al multiplayer locale fino ad 8 giocatori, su PC, supportando sia tastiere che joystick. Nessuna campagna singleplayer, nessun tutorial, nessun multiplayer online, ma solo le cinque modalità principali ed un massimo di 7 bot a darci il benvenuto nell’Arena.

In un’industria in cui la componente online si è quasi sempre dimostrata un investimento sicuro e redditizio, ecco che un neonato studio indie se ne frega di tutto ciò e decide di puntare su di un format che avrebbe sicuramente sfondato una quindicina di anni fa, ma che al giorno d’oggi sembra quasi un suicidio videoludico. Almeno una lode al coraggio degli sviluppatori è dovuta.

Wild Glory, screenshot 1

 

Ma il gioco, com’è? Beh, è divertente. Menare le mani assieme ad altri 7 gladiatori è sempre uno spasso. Avremo a disposizione una schivata, una breve combo di attacchi leggeri ed un attacco potente  il quale manderà KO l’avversario più facilmente. Oltre ai nostri pugni, potremo destreggiarci con l’utilizzo di numerose armi bianche come spade o martelli ed altrettanti gingilli tecnologici.

Mischiate il tutto all’interno di un’arena tutt’altro che spaziosa ed avrete a disposizione Wild Glory: un’esperienza alquanto esuberante fatta di botte da orbi, lame volanti, esplosioni e leoni randomici. Complice anche un’intelligenza artificiale ottima e capace di vender cara la pelle, il gioco è in grado di suscitare l’interesse di chiunque.

Ad incorniciare il gameplay, vi sono cinque modalità parecchio variegate e differenti l’una dall’altra, che regalano una freschezza particolare all’intero titolo: Classic Arena, Lion Attack (unica modalità cooperativa), Sharpshooter (mandando fuori dal ring gli avversari con un’arma si otterrà quella successiva, ripetere per una decina di volte), Explosive Soccer (come il calcio vero…ma con una palla esplosiva) ed Hammer Flag (una variante molto carina più simile ad un King of the Hill).

La vera star è però il comparto tecnico, una pixel art così colorata, vivace e soprattutto fluida che è stata capace di conquistare il mio cuore, forse grazie anche al design dei Gladiatori, una sorta di Power Ranger misti a Sven di Dota 2.

Wild Glory - Screenshot 2

“…Se Solo Avessi Qualcuno con cui Giocarci!”

Ora, è sempre difficile e triste dover parlare delle sensazioni negative che ti lascia un videogioco, soprattutto quando gli sviluppatori sono alle prime armi ed hanno messo la propria anima nel progetto, ma purtroppo è un lavoro che qualcuno deve pur fare.

Per tutta la durata delle mie sessioni a Wild Glory, nel mentre schivavo esplosioni e leoni volanti, mi son chiesto: “ma quanto sarebbe bello questo gioco se ci potessi giocare con i miei amici online?!”

Wild Glory, screenshot 3

E purtroppo il pensiero è rimasto. Nonostante la varietà di certo superlativa per un titolo di questa tipologia, non ho potuto fare a meno di annoiarmi dopo un po’. Wild Glory non ha alcuna opzione di personalizzazione, quindi le battaglie e le modalità cadono presto nella monotonia più totale. Giocare con i Bot non aiuta di certo.

Proprio per questo motivo, dopo l’iniziale risata ricordando i bei tempi andati dell’infanzia, mi sono rattristito. Proprio come allora, non avevo qualcuno affianco a me con cui provare un gioco teoricamente spassoso ed avvincente, ma che risulta noioso senza un altro essere umano da prendere a mazzate in testa.

In Conclusione

Il prezzo più che ridotto farà gola a molti, e sinceramente mi sento in dovere di consigliare l’acquisto di Wild Glory agli amanti dei party games o degli arena, o ad un gruppo di videogiocatori che si ritrovano spesso sulla stessa postazione per divertirsi.

Gli sviluppatori sembrano competenti e stanno seguendo lo sviluppo del gioco , promettendoci patch per il futuro. Chissà, magari vi sarà anche l’introduzione di una modalità multiplayer online…

Nel frattempo, potete trovare Wild Glory su Steam. Vi basteranno circa 3 Euro per aggiungerlo alla vostra libreria!