Risale a poco meno di una settimana fa la triste notizia circa la cancellazione dell’edizione 2018 di Game Happens. A quanto pare l’evento, unico nel suo genere in Italia, non è riuscito a raccogliere i fondi necessari per proseguire.

Alle radici di ciò vi sarebbe la città di Genova, non più interessata a finanziare l’appuntamento annuale. Il punto è chiaro: la nicchia non attira, e tutto ciò che non è volto esclusivamente al guadagno, al cosplay o a raccogliere il maggior numero di ragazzini urlanti che corrono dietro ai loro YouTuber preferiti, non merita attenzioni.

Sì, sono parole piuttosto dure e amare le mie, che segnano una grande falla nell’industria videoludica italiana.

Videogiochi Da Cameretta

A differenza di realtà ben stabilite quali quella inglese, svizzera o americana, in Italia mancano – eccetto rari casi-  dei veri e propri studi di sviluppo. Il videogioco si produce in ambito domestico, spesso nel tempo libero. A causa degli scarsi guadagni, non lo si può considerare un lavoro. Mancano inoltre finanziamenti pubblici per chi decidesse di intraprendere la carriera.

Game Happens Web developer Global Game Jam

Spesso, troppo spesso, lo sviluppatore deve elemosinare a privati o all’utente finale (tramite il crowdfunding) i fondi necessari a proseguire. Sarebbe di soli 10.000 euro l’ammontare dello stipendio annuale medio di uno sviluppatore di videogiochi nel nostro paese; cifra che vediamo raddoppiata in Inghilterra, triplicata negli Stati Uniti e quadruplicata in Canada. Un vero peccato, considerato che l’Italia è il decimo paese per fatturato nel settore gaming.

Anche il lavoro dello sviluppatore di videogiochi non sarebbe considerato alla stregua degli altri informatici (potete trovare un pezzo di opinione a riguardo qui) , nonostante spesso implichi competenze più vaste e varie. Una sconfitta vera e propria, quando tutti i settori artistici ad eccezione di quello del videogame riscontrano un elevato calo di interesse e fatturato. Un hype che bisognerebbe imparare a sfruttare, per restare al passo e accudire i nostri talenti nel migliore dei modi.

Ad eccezione di rari casi, si sviluppa dunque tra le mura della propria abitazione, utilizzando connessioni internet non sempre all’altezza, e spazi poco professionali. Ricordo ancora come, in occasione della Global Game Jam di Torino, Marco Lago ci avesse raccontato delle iniziali difficoltà riscontrate nel raccogliere e radunare gli sviluppatori torinesi sotto a uno stesso tetto.

Le -Rare- Occasioni Di Networking

Molti sviluppatori potrebbero immaginare che in un mondo così interconnesso  il networking sia un accessorio superfluo. In ambiente italiano, poi, gli eventi in cui esporre il proprio gioco  e avere la possibilità di parlare con importanti esponenti del settore sono più unici che rari.

Game Happens

Game Happens 2017

Uno di questi è -o era, per meglio dire- il Game Happens. Una serie di talks selezionate e interessanti, col fine di istruire, far riflettere e discutere su particolari aspetti dell’industria e del game design. Una pietra miliare del panorama italiano, che da quattro anni portava ospiti internazionali a Genova. Un modo per scambiare quattro chiacchiere coi nostri vicini di casa, uscendo così da una bolla nella quale troppo spesso si rischia di rimanere intrappolati.

Qualcosa di cui non si può pensare di far a meno, per costruire una community d’eccellenza italiana nel campo dev. Un modo per mettere volti ai nomi, attivando così un circolo di solidarietà e supporto, che possa aiutare a incubare al meglio i progetti del singolo.

La Speranza

Vi sono però segnali di speranza per la community italiana: i giochi della penisola si distinguono in qualità e varietà, aprendo le porte a temi importanti quali la sperimentazione, l’inclusione e molto altro.

Dai grandi titoli nostrani quali MotoGP Mario+Rabbids, alle piacevolissime esperienze indie, tra cui The Last Day Of June e Doom & Destiny Advanced, si può guardare a questo settore con un po’ più di speranza.

Game Happens last day of june

Si aggiunge a ciò la nascita di numerosissime scuole di arti digitali e sviluppo, che indicano una voglia di educare professionisti specializzati nella videoludica, a discapito della tendenza a oscurare questo settore.

Il desiderio è che in un futuro non troppo lontano anche gli enti pubblici e investitori privati si rendano conto dell’enorme ricchezza e risorsa costituita dal videogioco. È solo investendo in questo settore che potremo veramente creare un’industria videoludica produttiva, con appuntamenti annuali quali il Game Happens, incentrati sulla costruzione di relazioni solide e stabili, e la discussione di temi sensibili.