Nelle comunità di sviluppatori indipendenti, le domande sul ruolo di un editore sono estremamente comuni. Soprattutto all’inizio del proprio viaggio, ci si potrebbe ritrovare ad arrampicarsi sugli specchi. Il primo gioco sta procedendo bene, si è eccitati, quando improvvisamente si giunge a un vicolo cieco; ora che la vostra creazione sta prendendo forma, come la si posizionerà di fronte alla folla giusta?

Il nostro tempo a Ludicious 2018 ci ha fornito l’opportunità di far luce su questo argomento. In una conversazione piuttosto informale, diversi editori si sono seduti e hanno discusso su come esattamente le loro aziende contribuiscano al settore. Callum Underwood, di Raw Fury, ha poi spiegato in una presentazione il percorso seguito dalla sua squadra, dalla lettera di presentazione al contratto firmato. Ha anche condiviso alcune delle sue presentazioni con noi, in modo da poterle allegare a questo articolo.

Mentre continuavamo a prendere appunti e la folla faceva domande, ci siamo resi conto di quanto i nostri lettori potessero trarne da una guida simile. Qualche battito sulla tastiera dopo, eccola!

Un Alleato Formidabile, Ma Sottovalutato

Quando pensano di assumere un outsider per chiedere aiuto, molti sviluppatori indipendenti cominciano a farsi prendere dal panico. Dopotutto, i produttori di AAA che trasformano il prodotto dei loro clienti e ne ammanettano la creatività non sono cosa nuova. È naturale che i nuovi arrivati ​​temano che lo stesso accada ai loro giochi.

Indie Publisher Callum Underwood Raw FuryAl contrario, la grande maggioranza degli editori indie trova questo approccio controproducente. Costruire un gioco da zero richiede infatti tempo e risorse che andranno spesi; aziende come Raw Fury fanno affidamento su una squadra relativamente piccola, che non ha milioni a disposizione. A ciò si aggiunge il fatto che non tutti i giochi in cui subentra un publisher indipendente riusciranno a raggiungere il pareggio.

Questo è il motivo per cui bisognerebbe avere un’idea in cui si crede, prima di chiedere il supporto di un publisher. Questo la prenderà, la analizzerà e aiuterà a trovare le giuste persone per implementarla. Le stesse smusseranno anche i bordi del gioco, gestendo il marketing e l’intero processo. Anche se le specifiche variano da azienda a azienda, di solito si riceverà anche uno stipendio mensile. Un’indennità per tenere il developer concentrato, e incoraggiarlo a finire il gioco.

“Intendi Dire Che Potrò Pagarmi Le Bollette? Dove Devo Firmare?”

Negli ultimi anni, la competizione tra i publisher indie è salito alle stelle. Mentre questa industria di nicchia è diventata sempre più grande, è cresciuto anche il numero di sviluppatori che cercano aiuto. Ancora una volta, tempo e risorse entrano in gioco. Solitamente ogni editore prende solo una quantità limitata di giochi sotto la loro ala; ciò consente infatti di dare ad ogni team la giusta quantità di cure e attenzioni. In parole povere: solo una frazione di coloro che fanno domanda per un accordo ne riceverà uno.

Ora che conoscete le statistiche, avrete bisogno di un solido piano d’azione. Il primo passo è estendere il mercato e trovare il publisher indipendente più in linea con il proprio progetto. Occorre tenere presente che alcune aziende privilegiano determinati generi rispetto ad altri. Fate i compiti: controllate i precedenti di ogni publisher, chiedete ai colleghi sviluppatori, informatevi sul loro modus operandi.

Una volta completata la ricerca, potete passare alla fase successiva. Fate un elenco delle vostre aziende preferite e mettetevi in contatto con quelle che vi piacciono di più. Ricordate che non tutti gli editori risponderanno immediatamente. Contattare più ditte allo stesso tempo potrebbe aumentare la vostra percentuale di successo, ma a un certo punto dovrete prendere posizione; il modo in cui presenterete il ​​vostro gioco influenza anche le probabilità che sia scelto. A dire il vero, padroneggiare l’arte del pitching dovrebbe essere la massima priorità di ogni sviluppatore. Sia che stiate parlando con un gestore di eventi, la stampa o un editore, il giusto tipo di email può fare miracoli.

Pitch email publisher ludicious 2018

Per citare ciò che ha detto Callum durante il suo discorso a Ludicious 2018, il tono deve essere sia proattivo che coinvolgente. Non è necessario collegare la strategia aziendale dei prossimi cinque anni al primo messaggio. Allo stesso modo, bio, curriculum e risultati dell’intera squadra sono tutti ugualmente superflui.  Il lato ricevente non dovrebbe avere bisogno di un’e-mail di follow-up per mettere le mani sul vostro gioco (allegate una demo sin da subito!). Finché include l’idea del progetto, il resto del messaggio non ha molta importanza. Ci sarà tempo per discutere di tutto in dettaglio più tardi!

“Cosa Succede Se Questo O Quel Publisher Rifiuta Il Mio Gioco?”

Prima di tutto, occorre capire che il rifiuto è assolutamente naturale. Gli editori indie ricevono un’enorme quantità di richieste ogni giorno; semplicemente non possono firmarle tutte. Mentre l’accettazione coinvolge intere squadre che provano il gioco, basta una sola persona e pochi minuti per dirti di no.

La decisione di firmare il vostro gioco si basa in definitiva su una pletora di variabili. Poiché anche loro gestiscono un’impresa, la persona responsabile di solito passa attraverso un’indagine con molta diligenza. Valuteranno la build che avete inviato, informeranno sulle previsioni del tuo budget, controlleranno i membri del team e organizzeranno incontri faccia a faccia. Questo è quello su cui dovreste concentrarvi.

Inoltre, molte mail vengono scartate per ragioni che vanno oltre il controllo dello sviluppatore. Quel publisher indipendente potrebbe già lavorare a un progetto simile o potrebbe non avere provato una connessione col vostro gioco. Potrebbero aver raggiunto la loro quota per l’anno finanziario, non essere stati dell’umore giusto per quel tipo di gioco al momento della prova. In parole povere: a volte non è colpa vostra!Indie Publisher Ludicious 2018

Detto questo, non dovreste lasciare che una risposta negativa vi scoraggi. Al contrario, va bene chiedere ad un editore perché non hanno deciso di investire in voi. Molti di coloro che lavorano nel publishing sono stati ad un certo punto appassionati giocatori. Un buon numero di loro lo sono ancora! Considerate questa come un’opportunità per saperne di più sul settore, sui suoi meccanismi interni e sui meccanismi intorno a una versione di successo. Finché siete educati, non si limiteranno a sbattervi la porta in faccia.

Un’ultima nota: ottenere l’aiuto di un publisher non trasformerà magicamente un gioco mediocre in un classico istantaneo. Non tutti i giochi pubblicati diventano best sellers, e non tutti gli sviluppatori che hanno un contratto saranno in grado di permettersi una villa da milioni di dollari a Los Angeles. Siate sempre pronto per tornare al tavolo da disegno e avere sempre un piano di riserva per quando le cose vanno male!

Vorremmo ringraziare Callum Underwood, Raw Fury e Ludicious 2018 per avere la possibilità di saperne di più su questo argomento. Potete anche trovarlo su Twitter. È disponibile a dare consigli, ma evitate di affogarlo coi messaggi!

Articolo originale di Alessandro Cossidente