«Tranquilla, il fatto che tu sia qui nonostante la laurea significa anche che sei più disperata, caratteristica utile in un tirocinante».

Quante volte qualcuno si è sentito rivolgere una frase simile al primo colloquio? Che fosse così diretta o semplicemente infiocchettata dalle buone maniere del sottinteso, sono molto i giovani laureati che si sono ritrovati sbattuti con violenza nel mondo del lavoro senza sapere neppure come muoversi, sia che fossero alla prima esperienza o al decimo tentativo di colloquio.

Turno Spezzato. Commessi oppressi, edito da Potpourri Comics e creato da David Malan aiuta certo a far sentire meno soli tutti coloro che sono sballottolati tra turni impossibili, colleghi insopportabili e clienti nevrotici che non rendono facile la vita a Elisa, una commessa tirocinante di Pitshop, una catena di negozi che vende elettronica e videogiochi (vi suona familiare?).

Benvenuti da Pitshop, come possiamo aiutarla?

Turno spezzato

Il volume non è altro che la prima stagione delle disavventure di una tirocinante appena uscita dal mondo universitario, divisa tra il tempo che passa a casa a badare alla nonna per mantenersi l’affitto e non passare come una scansafatiche agli occhi del padre, e il tempo trascorso in negozio, circondata dal menefreghismo di Eliseo, dall’inettitudine di Daniele e dall’irascibilità del suo capo Katia. I clienti non aiutano a rendere facile la vita di Elisa, già sufficientemente problematica.

La storia si sviluppa tra gag divertenti che lasciano un sorriso amaro sul volto di chi una realtà simile la conosce molto bene e non faticherà a riconoscere se stesso alle prese con le situazioni surreali che vedono coinvolti molti dei clienti del Pitshop. Dal cliente indeciso che alla fine non compra niente a quello buzzurro che vuole solo attaccar briga, fino all’anziana che non riesce a vedere Rai 1 sull’Xbox, non esiste un tipo umano che non sia stato rappresentato all’interno di queste pagine. Forse proprio per la sua profonda umanità “Turno Spezzato” riesce a restare nel cuore di chi lo legge: non si può fare a meno di immedesimarsi nelle disavventure tragicomiche di Elisa, di provarne pietà e a tratti perfino rabbia, come altrimenti proveremo le stesse sensazioni per i noi stessi di qualche anno fa, che si sono ritrovati in situazioni simili e non avevano idea di come uscirne. Forse è proprio di una filosofia all’Hakuna Matata che dovremo servirci per evitare di finire preda dell’ansia e dello sconforto: perché ogni occasione è utile per migliorarsi e crescere e anche se sembra tutto ingiusto, c’è sempre un barlume di speranza anche nel più fosco dei lavori.

Una storia e dei disegni che fanno sorridere

David Malan ha creato una storia che riguarda tutti quanti, profondamente umana e reale che ci sembra di vedercisi specchiati. La forza umoristica della storia risiede soprattutto nei disegni di Michela Magni, dallo stile disneyano che gioca tutto sull’espressione comica dei personaggi; non riuscirei a immaginarmi una questo fumetto con dei disegni diversi da questi.

Turno spezzato

Il lettore potrà anche divertirsi a riconoscere tutte le citazioni nerd al mondo dei videogiochi nascoste (anche se non troppo) tra una vignetta e l’altra, per non dimenticare il simpatico test su “Che tipo di commesso sei?” a fine volume.

Personalmente, sono ansiosa di leggere la seconda stagione di “Turno Spezzato”, soprattutto dopo il finale lasciato (in)giustamente aperto con cui si è conclusa questa prima parte. Sto già comprando il secondo volume, e voi?