L’idea di mettermi al computer con quaranta gradi in casa e un ventilatore che sembra emettere solo aria calda, un computer con una certa quantità di anni alle spalle che ha imparato a emettere a sua volta un calore pari a mille soli, non mi entusiasma più di tanto. Non mi entusiasma fare niente che si allontani dallo stare distesa a stella marina sul letto, abbracciata al ventilatore a ricominciare per la seconda volta “Pokémon Soul Silver”. Ma non si può smettere di scrivere di punto in bianco solo perché fa caldo.

Quanto vorrei avere la forza di scrivere un articolo. Quanto vorrei avere qualcosa di cui parlare.

«Nessun problema! Per fortuna c’è il tuo amichevole demone di quartiere per servirti!»

Nergal era entrato nella mia vita quasi per caso, mentre scorrevo distrattamente la bacheca di Facebook ecco che me lo ritrovo, con il suo giubbotto nero, i jeans attillati, gli anfibi neri, un paio di occhiali da sole neri, un naso e una chioma rosso sangue. Dice di essere un demone al servizio di Lucifero, di esaudire i desideri in cambio dell’anima.

Mi dico, perché no? Fa caldo e io ho bisogno di scrivere.

All’inizio non ricordavo come lo avessi trovato, ma in quel momento mi ricordai di lui e lo chiamai. Non so se si prese la mia anima quando gli spiegai del mio desiderio, ma mi mostrò la pagina di “Sympathy for the demon” e mi consigliò di offrire una birra a Vyles e Roy.

Che cos’è “Symphathy for the demon”?

Sympathy for the demon

S4TD, come spesso viene abbreviato, è un web comic scritto da Roy e disegnato da Vyles, un duo artistico che ha cominciato a pubblicare tavole autoconclusive con protagonista Nergal, un demone servo di Lucifero – proprio quel Lucifero – con un forte desiderio di aiutare le persone che chiedono il suo aiuto. Esaudendo le richieste però a modo suo.

I due autori, Roy e Vyles, si nascondono nelle foto dietro i volumi del fumetto: nessuno, tranne chi ha avuto il piacere di conoscerli in fiera, sa quali siano le loro facce. Sappiamo solo che hanno creato Nergal, un demone che aiuta gli altri ma, prima di tutto, ha aiutato gli stessi autori.

Ho avuto la fortuna di conoscere queste due fantastiche persone al Prato Comics + Play di quest’anno e mi è stato concesso l’onore di vedere per la prima volta la loro faccia. Ed è con un piacere ancora più grande che decido di intervistarli, sia perché ho un’anima in sospeso con un certo demone, sia perché se lo meritano.

Sympathy for the demon

Il retro del volume dove sono raccolte le tavole di S4TD finora pubblicate recita così: “Coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perché il loro desiderio è abbastanza debole da essere represso. Questo non accade a quelli che incontrano il protagonista del fumetto che state tenendo in mano, pronti a cedere l’anima per esaudire i loro più profondi desideri. Nergal è un demone dallo stile impeccabile alle dipendenze di Lucifero in persona, pronto a rendere felici le persone realizzando le loro ambizioni”. Il faustiano patto con il Diavolo viene di nuovo scoperchiato, ma stavolta in chiave più comica e agrodolce, con un demone che si sente un po’ supereroe e un po’ genio della lampada. Ma molto meno grasso e blu. E con parecchie citazioni a “Watchmen”, a partire dalla spilla con lo smile rosso che Nergal porta sul bavero della giacca, simbolo che tutti gli amanti del fumetto sanno riconoscere.

Adesso non potete più fuggire alle domande. Chi siete? Da dove nascono i vostri nickname?
Vyles
: Io sono Vyles e studio fumetto da tutta la vita. Il mio nick è nato mettendo insieme le mie lettere che più mi piacciono.
Roy: Io sono Niccolò Testi, scrivo copioni teatrali e faccio stand-up comedy. Il mio nick “Roy” deriva da “royal” ed è nato in un periodo in cui ero fissatissimo con i prodotti britannici. Inoltre “royal” dava l’idea di qualcosa di regale, altezzoso… Un po’ come lo ero anch’io.

Sympathy for the demon

Com’è nato Nergal?
V
: È una storia divertente. Quasi tutta. Mi trovavo in sala d’aspetto in ospedale per motivi personali e mi stavo annoiando. Dopo essermi ascoltata tutto l’audiolibro dei “Miserabili”, vedo su Facebook che mia sorella ha condiviso delle tavole di “Sacro e Profano” di Mirka Andolfo e mi accorgo di quanto è figo Damiano. Penso che sarebbe veramente bello avere un demone del genere per amico. Così ho cominciato a sketchare con il rosso ed è venuto fuori Nergal. L’elemento del rosso non se n’è mai andato da Nergal. C’è forse una sorta di ispirazione a Damiano.

R: Un giorno Vyles mi dice di venire a Bologna e mi chiede di lavorare insieme a un fumetto dove c’è un demone imbranato che cerca di fare il supereroe aiutando gli altri, ma fallendo ogni volta, e io rispondo: “Perché no?”. Non avevo mai scritto per un fumetto, non avevo idea di come si facesse ma l’idea era troppo bella per lasciarla andare, così mi lasciai trascinare dentro.
V: Dopo il primo schizzo di Nergal, abbandonai l’idea per una serie di motivi. È stato grazie a Roy che l’ho ripreso in mano e plasmato a sua forma e immagine. Senza di me Nergal non esisterebbe, ma senza Roy Nergal non sarebbe qui. Alcuni ci dicono che Nergal assomigli a Cassidy di “The Preacher”.

Come vi immaginate la voce di Nergal?

R: Scrivere di Nergal è semplice perché me lo sento molto vicino. Per gli scrittori alle prime armi è quasi normale prendere ispirazione da se stessi o da un amico per creare un personaggio. Nergal in questo caso parla come parlerei io, anche se non in toscano (ride). Quando lo scrivo, cerco di pensare a come io mi comporterei.

Com’è nato il progetto?
V
: S4TD nasce due anni fa, ma la pagina web ha solo un anno. Siamo sempre più sorpresi dei nostri fan e dell’amore che riversano nella nostra opera. Siamo noi i primi fan dei nostri fan. La sorpresa più grande è scoprire che non piace solo a noi il nostro progetto.
R: Inizialmente Nergal nasce come progetto di graphic novel, ma non eravamo ancora esperti: non sapevamo come proporlo alle case editrici. Così abbiamo deciso di trasformarlo in un web comic, funzionando alla perfezione. Purtroppo poche case editrici trattano il genere del web comic e sono veramente rari i casi in cui questi si trasformano in cartaceo, anche se si stanno sempre più aprendo a questa possibilità. L’autoproduzione è un punto chiave per una persona che vuole lavorare nell’ambito del fumetto perché riesce a sperimentare sulla pelle come funzionano le cose, a partire dalla produzione e dalla promozione del fumetto.

Vi è subito venuta in mente l’autoproduzione?
V
: Studiando fumetto a Bologna, conosce più autoproduzioni che fumetti. Il mio coinquilino, che è un organizzatore del FantaExpo, ci propose un giorno di venire alla fiera, così facemmo richiesta, senza però molte speranze di ottenere il banco. Alla fine ci diedero notizia che eravamo in fiera una settimana prima, chiedendo di portare del materiale. In quel periodo eravamo in vacanza a Roma e non avevamo nulla di pronto: in una settimana abbiamo fatto volantini, il fumetto con dieci tavole dentro, i biglietti da visita, il poster… Abbiamo pianto lacrime di sangue. È stato un azzardo, ma è andata bene, ci siamo fatti conoscere. Era la nostra prima fiera.

Nergal è un demone, ma ha un cuore: vuole aiutare gli altri, spesso fallisce e ogni tanto ci riesce. Perché?
R
: Lui è empatico e vuole aiutare le persone, ma il fatto che non ci riesca è un po’ perché il fumetto nasce come comico. Nergal crede di fare del bene a modo suo: sta tutto nella formulazione del desiderio e in come lui lo recepisce. È un po’ idiota.
V: Secondo il progetto della graphic novel, Nergal nasce come umano vuoto e depresso e Lucifero gli propone di diventare uno dei suoi demoni durante una di quelle serate da speed date. Nonostante all’inizio dell’appuntamento Nergal volesse solo uscire con una bella donna, si ritrova invece con un lavoro. La morale è: entri con un obbiettivo e spesso ne esci con un altro. Dentro di lui scatta qualcosa e si ripropone come supereroe per aiutare la gente.
R: La svolta agrodolce delle tavole l’ho chiesta io. Odio quando un personaggio si arena nelle solite storie, perciò ho pensato di inserirci qualche tavola un po’ dolceamara. Spesso funzionano più queste che quelle comiche: paradossalmente la gente nel 2018 vuole stare male e sapere che c’è qualcuno che sta male insieme a lei per sentirsi meno solo.

Sympathy for the demon

Il titolo è ripreso dall’omonima canzone dei Rolling Stones, perché?
V
: La storia è divertente: eravamo a bere in un pub a Londra e una sera c’era un ubriaco che non sapeva come funzionasse il jukebox. Allora lo abbiamo aiutato a mettere una canzone, “Symphathy for the demon” dei Rolling Stones – che in realtà era la mia preferita – e a quel punto tutto il pub si è messo a cantare in coro. Più tardi capii che quella sarebbe stata LA canzone: S4TD sarebbe piaciuto a tutti come la canzone piaceva a tutti nel pub.

Avevate già fatto altre esperienze?
V
: Prima di Nergal ho fatto alcuni fumetti autoconclusivi su “Supernatural”, con cui ero in fissa. Studio fumetto a Bologna ma non avrei mai pensato di finire veramente a farne uno. Adesso sto lavorando a vari progetti.
R: Ho scritto per tanti anni per il teatro, per romanzi… Lei mi ha tirato dentro questa cosa senza che io sapessi scrivere un fumetto. Quando siamo tornati dal FantaExpo, mi sono iscritto subito alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Per me Nergal è stata la svolta, l’epifania: per tutti questi anni era questo a cui dovevo arrivare. Adesso ho un sacco di progetti.

Nelle foto della pagina non vi si vede mai. Perché?
R
: Un giorno Vyles mi fa notare che non si appare mai nella pagina Facebook. In quel momento capisco che noi non bisogna mai apparire nelle foto, così troviamo sempre un modo per fare degli scatti divertenti senza che noi si compaia.
V: La curiosità attira. Non siamo noi i protagonisti, ma Nergal. È questa la faccia che dovete amare, non noi.

Il vostro rapporto con i lettori.
R
: La pagina ha preso piede da poco, ma quando in fiera arriva qualcuno che conosce il fumetto senza che noi dobbiamo spiegargli niente, ci sorprendiamo sempre. Ci divertiamo a parlare e discutere con i lettori. Siamo sempre noi quelli più emozionati perché ci sembra assurdo che a qualcuno piaccia. Per me Nergal sembra ancora chiuso in un cassetto come progetto. I lettori sono il motivo per cui siamo qua: incontrare persone che ci danno l’approvazione e l’amore è sempre molto strano e bello.

Se voi aveste Nergal, cosa gli chiedereste?
V e R
: L’immortalità e birra infinita, ovviamente.

Sympathy for the demon

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