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Recensione Q.B. – Orrore In Cucina

q.b. featured image

Per cucinare servono, oltre a una grande inventiva, anche buone papille gustative e un alto senso del gusto. Ma Q.B. non è una commedia cartoonesca alla Ratatouille: la copertina, al riguardo, è molto esplicativa.

Creato da Sara Cabitta e Marco Fontanili ed edito da LaPiccolaVolante, questo fumetto mi ha sinceramente turbato e lasciato molti dubbi, sia durante che dopo la sua lettura. Ma andiamo più nel dettaglio…

Una Storia Imperfetta…

In un condominio di periferia, vediamo l’alternarsi delle giornate monotone di Valentina; una strana donna che vive all’ultimo piano, tra le sue uscite al supermercato, le discussioni velenose con i vicini e la cucina.

Valentina è infatti una cuoca molto particolare: giorno e notte si impegna a perfezionare la ricetta che prepara con tanto amore, mescolandone il contenuto sul fuoco. Ma Valentina non cucina mai per se stessa e non la vedremo mai mangiare, fino alla fine della storia. Ciò che prepara dentro la pentola va al di là di qualsiasi concetto di cucina e dell’umano.

q.b. papille

La trama, di per sé, è abbastanza semplice, ed è appunto qui che si cela l’inganno. Non troviamo nessun messaggio, nessuna metafora tra le pagine: soltanto la crudezza surreale di un orrore che non trova spiegazione. Q.B. è sorprendentemente inquietante; carico di un senso di oppressione che satura la nostra mente e fa provare il desiderio di fuggire e abbandonare quelle pagine.

I disegni di Marco Fontanili rendono bene questo orrore: corpi scheletrici, occhi vuoti e infossati. Inquietanti sono gli sguardi di Valentina mentre sorride al lettore, come se nessuno potesse fuggire alla sua presenza. Questo è uno dei casi in cui storia e disegni si sposano alla perfezione, generando un’opera che non lascia certo indifferenti, sebbene un po’ di amaro in bocca resti ugualmente.

L’alone di mistero della storia di Sara Cabitta lascia una profonda insoddisfazione. Quella che ci troviamo davanti è una vicenda che avrebbe bisogno di un altro volume per poter trovare un suo compimento e un suo movente. Tutto il fumetto sarebbe stato perfetto se ci fossero state delle pagine che dessero un’effettiva conclusione alla storia.

…Ma Con Molte Potenzialità!

q.b. lasciami scale

Purtroppo, questo rimane un problema enorme.I dialoghi sono taglienti, le parole usate sono secche e nessuna è in eccesso in quell’ambiente reso ancora più opprimente dal taglio dei balloon, che pare si ristringano sempre di più a ogni pagina che si scorre, inchiodando al loro interno i personaggi senza lasciare loro alcuna via di fuga.

Ciascuno dei protagonisti, sebbene non delineato in modo approfondito caratterialmente – della stessa Valentina non sapremo mai veramente niente – si inserisce perfettamente, con i suoi tic e la sua trasandatezza, in un quadro surreale.

A tratti vedevo delle somiglianze con le tavole di Jokie, l’artista indipendente che propone tematiche per certi versi simili alla storia in questione; soprattutto per quel senso di ansia che si genera ad ogni pagina, finendo con l’intrappolare il lettore in un universo di dubbi e paure. Nessun luogo appare più sicuro.

Eppure, non ci siamo ancora del tutto. Dopo aver letto Q.B., guarderete con sospetto i vostri vicini e le loro cucine… segretamente sperando che un secondo volume possa fare luce sul segreto della protagonista!

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1 Comment

  1. Sara

    Ti ringrazio tanto per questa recensione, in particolare per aver sottolineato i punti critici dell’opera. Storia e sceneggiatura sono mie, quindi me ne assumo ogni responsabilità. I disegni di Marco Fontanili hanno dato un sapore unico a personaggi e atmosfere, senza di lui Valentina non avrebbe quel piglio inquietante che ha colpito i lettori. Grazie per la tua analisi.

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