Abbiamo ricevuto Liberati dal Male il 23 di Dicembre, un paio di giorni prima di Natale. L’email con la quale il documento è arrivato in redazione parlava di un fumetto profondo, dai temi cupi e dai toni seri. Anche l’intricata copertina di Laura Mondelli sembrava confermare le nostre ipotesi.

Per godermi al meglio questa nuova avventura, dunque, abbiamo deciso di attendere la fine delle feste prima di tuffarvici. Se solo avessi saputo prima cosa si nascondesse dietro l’angolo!

Controcorrente Fin Dall’Inizio

Negli ultimi anni, la psicologia è lentamente approdata nei taccuini dei fumettisti. liberati dal male pill 1 indietoasterSpecialmente per le produzioni indipendenti, flebili storie introspettive si sono fatte spazio tra racconti a lieto fine ed eroi apparentemente invincibili. Ciò mostra un’evoluzione del mezzo che i grandi editori stentano ancora a capire; un trasferimento verso altre mete ed altre cerchie di lettori.

Insicurezze, depressione, paranoie e problemi relazionali hanno tutti la capacità di trasformare profondamente coloro che ne prendono parte. Qualche tempo fa, abbiamo visto come l’ irlandese Roddy McCance fosse riuscito a catturarne l’essenza con il suo  Tales of The Fractured Mind. Nel bel paese, invece, in pochi si sono preoccupati di analizzare gli effetti di queste battaglie interiori.

liberati dal male pill 2 indietoasterÉ già dalle prime pagine che Liberati dal Male si profila come un fumetto diverso: i colori, gli stili, la breve prefazione di Mattia Boglioni; quasi un disclaimer su sfondo nero. Non vi è quel poco di zucchero che ha reso la Travers tanto popolare tra i bambini del secondo dopoguerra italiano. Senza freni e senza remore, il lettore è catapultato negli ultimi attimi di vita dei vari personaggi. Tutto in questo volume presagisce un approccio all’argomento che rimarrà brutale quanto veritiero.

Ci vuole del fegato per pubblicare un fumetto sull’interruzione volontaria della vita, soprattutto in un paese dove il lusso non è permesso neanche ai malati. Non è comunque quello, ma il genio dell’ideatore, ciò che rende il volumetto di oggi una perla in un mare di sabbia.

Frammenti di Vita Quotidiana

Mi sono chiesto, dopo una prima veloce lettura, quale fosse il motivo di tanta inconsistenza. Il fumetto riporta solo alcuni nomi, le battute sono chiaramente scritte da mani diverse, persino l’impaginazione ed i disegni variano da tavola a tavola. Perchè obbligare il lettore ad adattarsi in un opera che si sfoglia in meno di una mezz’ora?

Il riprendere in mano Liberati dal Male qualche giorno dopo ha risposto alle mie domande. Un minimo d’osservazione  mostra quanto facile sia identificarsi nei personaggi. Non si parla di persone famose o individui da piedistallo. Tutte le storie potrebbero essere frammenti della vita di ciascuno di noi.

Non era dunque un tentativo di separare i racconti, quella scelta di far risaltare le differenze tra di essi. Al contrario, sono fermamente convinto fosse un modo per includere tutti; una specie di filo rosso che collega il lettore a ciò che avviene davanti ai propri occhi.

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Si è presto assorti nelle azioni di una serie di manichini senza libero arbitrio. C’è chi cammina sull’autostrada e chi tenta di curare la propria mancanza di connessione con il mondo ingurgitando pillole. C’è il malato terminale che vorrebbe solo farla finita ed il disperato che non riesce a premere il grilletto.

Così il suicidio, a prima vista il tema attorno al quale Liberati dal Male sembra essere sviluppato, prende posto in seconda fila. Sono gli oggetti che li circondano, non i protagonisti stessi, a raccontarne la loro storia. La scopata con una sconosciuta, il flacone di pillole sul pavimento, la canna d’acciaio e quella di erba sono tutti modi per riprendere la situazione in mano; tutti tentativi di liberarsi da un male interiore e molto spesso invisibile agli altri!

La Parola al Lettore

Eppure, sono convinto che questo fumetto non sia solo ciò che ho appena detto. D’altro canto, chiunque potrebbe contrastare questa recensione additandola come impressione personale e soggettiva. La cosa bella è che avrebbero pienamente ragione!

Come tutte le opere artistiche degne di tal nome, Liberati dal Male è aperto ad una miriade d’interpretazioni. C’è chi ci vedrà il manifesto della libertà di scelta, chi la narrazione di cinque vite vissute e chi lo archivierà per sempre come insulsa raccolta di tetri disegni.

Alla fine del viaggio, non c’è molto altro che io possa dirvi. Se le mie parole vi sono piaciute, starete probabilmente cercando il modo per metter le mani su questo fumetto. I ragazzi di McGuffin – il collettivo che ne cura la pubblicazione – hanno un sito su cui è tutto spiegato per bene.

Per gli altri, il mio suggerimento è di dare a quest’opera una chance. Il plico costa meno di un pacchetto di Marlboro, dopotutto!