Ci siamo imbattuti per la prima volta in questo fumetto al Salone Internazionale Del Libro Di Torino. Presso lo stand di Nero Press Edizioni, un neonato Indie Toaster ha potuto sfogliare qualche opera e fare due chiacchiere.

L’intento della casa editrice è nobile: il sito specifica che Nero Press ” si prefigge di pubblicare opere di genere che siano di qualità. Da queste parti non proferite la parola “editoria a pagamento”, perché per noi è blasfemia. Quel che pubblichiamo scaturisce dalla nostra volontà di credere nelle opere dei nostri autori“.  Come scrittrice e ricercatrice di piccoli autori, non posso che apprezzare tanta serietà e onestà; con queste premesse, non potevamo di certo farci sfuggire la possibilità di una collaborazione!

All’interno della collana Indaco, dedicata ai fumetti, abbiamo scelto Honey Venom per le tematiche che affronta. Femminismo e diritti LGBT impregnano le pagine di questo fumetto in modo sottile e ironico. Sorprende quasi scoprire che Spectrum, misterioso autore dell’opera, è un uomo. Indubbiamente la sua sensibilità per tali tematiche è spiccata, interessantissimo il modo in cui ha deciso di parlarne.

Il fumetto, nato come Web Comic, in seguito ricettato e pubblicato da Nero Press, merita di certo la nostra attenzione!

L’Art Style Di Honey Venom

Lo stile di Honey Venom è interessante. Il cartaceo del fumetto si apre e sfoglia come un manga, col quale condivide molte caratteristiche. Lo stile è molto cartonato, giocoso.  Alcune features *cough* peni e tette *cough* sono esasperate, come accade anche nella versione nipponica dei comics. Ciò che ci consente di non vedere negativamente questo aspetto, però, è l’ironia con la quale i personaggi ne parlano; le tettone di Honey, sulle quali la stessa protagonista ed Elisabeth scherzano, ne sono un esempio.

Honey Venom

In un certo senso, si potrebbe affermare che Honey Venom, apparentemente così simile e vicino a un manga, se ne distacca fortemente. Quello di Spectrum potrebbe essere facilmente visto come un atto di scherzosa critica a un contesto che -si sa- tende a oggettificare. La stessa vignetta che si trova a fine volume, in cui Honey tiene un pugnale in mano e guarda con sguardo truce il lettore ne sarebbe la prova.

Honey Venom: Un Comic Al Femminile!

BitchWitch, secondo volume della saga di Honey Venom, è una raccolta di brevi racconti autoconclusivi. Si può sorbire a piccoli sorsi, alla fermata del bus, prima di addormentarsi, oppure leggere in una giornata… La scelta è vostra!

Honey Venom ed Elisabeth, la sua ragazza, sono bellissime streghe, i cui nomi sono dimenticati dai più. Esse vivono in una casa abbandonata ai margini della foresta, lontane da sguardi indiscreti.  La loro è una duplice missione: sconfiggere le forze del caos da un lato, dall’altro di combattere una chiesa bigotta e omofobica, detta il santuario.

Honey Venom

Le implicazioni ideologiche del fumetto sono piuttosto chiare, e la nostra eroina non esita a combattere per ciò in cui crede: la libertà. Libertà di amare una persona dello stesso sesso; di indossare abiti aderenti e scoprirsi un po’; di non essere la classica donna-oggetto dei comics. Per ottenere ciò, Spectrum la ha munita di armi potenti: Honey è molto sicura di sé e combattiva, non esita a sgozzare chiunque la voglia limitare.

Vi sono scene di sesso? Sì: il volume non è adatto ai minori. Occorre però dire che sono sempre viste con una buona dose di ironia e non risultano pesanti, come può accadere con altri fumetti. Nella maggior parte dei casi, poi, sono le due streghette a essere rappresentate in un momento di intimità, espediente che consente di approfondire il loro rapporto, senza risultare pesante.

Un paio di spezzoni sono invece legati a violenze a sfondo sessuale. La stessa Honey *spoiler ma non troppo* viene violentata dal diavolo, suo creatore, in un racconto. Nonostante io abbia cercato e ricercato qualcosa da ridire, però, non lo ho trovato. Persino questi aspetti sono descritti con molta leggerezza, e la combattività con la quale le protagoniste reagiscono è ammirevole. Spectrum è riuscito a rompere uno dei miei più grandi tabù fumettistici: Chapeau!

Dunque… Honey Venom Merita?

… Assolutamente sì! Se non conoscete ancora l’universo di questa streghetta, vi invito a leggerne di più sulla pagina Facebook, e spulciare qua e là.  Il fumetto è molto ben fatto, proietta in un mondo fantasy così lontano e vicino a noi!

Merita la nostra approvazione, e la mia più calda simpatia verso alla protagonista.

 

Edit: Un’appassionata lettrice, dopo aver letto il nostro pezzo, segnala una piccola incorrettezza. Integriamo l’articolo col suo commento, costruttivo e interessante! Grazie Marina per la segnalazione!

“Avrei solo un’obiezione, (Honey) non è violentata dal diavolo, lei sa che gli appartiene solo che in quell’occasione ha dovuto diciamo “mettere nero su rosa (la sua pelle)” questa appartenenza! In altri episodi o nel primo volume invece si affronta il tempo della violenza sessuale compiuto da uomini che col diavolo non c’entrano nulla (il diavolo adora ama e protegge Honey!) troppo spoiler? Un bacione!”

 


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