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Dog Kane: Detective Esistenzialista in una Disney Adulta e Noir

Dog Kane

Tutti conoscono Topolino, e i suoi fumetti hanno definito l’infanzia di molti di noi. C’è chi l’ha incontrato poco, una pagina qua e là, e chi ha passato la notte a leggerlo, magari alla luce di una torcia nella tenda fatta in casa con le lenzuola del letto (per la gioia di tutte le mamme che poi avrebbero dovuto mettere a posto).
Tuttavia si cresce, i gusti si affinano, il mondo disneyano entra meno in risonanza con i nostri interessi… anche se una storia ogni tanto di Paperino non si disdegna mai, alla fine si cresce.
Ed è così che si arriva alla domanda: cosa succederebbe se i personaggi di Topolinia fossero cresciuti con noi? Se entrassero in un vero noir degli anni ’50?
Immaginate cani e papere in una New York piena di intrighi, loschi figuri, ‘signorine della notte’, per usare un termine elegante, e detective sfortunati con la sigaretta in bocca.

Questo è Dog Kane.

Un Piccolo Riassunto

Dog KaneDog Kane è un detective privato, “duro per forza, cinico per professione e romantico per passione”, citando le parole dell’autore Francesco Gaggia. Kane è il classico investigatore che vive le sue giornate in modo tranquillo, ma il caso, o la curiosità intrinseca nel suo lavoro, lo porta in affari più grandi e pericolosi di lui.

Di conseguenza questo detective esistenzialista si ritrova in mezzo a criminali, spie e professionisti dell’inganno, ma sopratutto, in mezzo a dark ladies e femme fatales, donne la cui pericolosità è proporzionale alla loro bellezza.

La sua storia, formata da tanti piccoli casi si apprezza sia nel filone principale, dove un intrigo più grande guida i piccoli eventi, sia negli spin-off Storie dall’Archivio. Quello creato da Francesco Gaggia è un mondo poliedrico e, che sia un crimine complesso o una semplice truffa, la storia prende sempre.

Dettagli Grafici Che Fanno la Differenza

Il fumetto si fa apprezzare anche per la struttura: la storia principale si sviluppa nei tre volumi L’arco della notte, Tacchi a spillo e Stiletto Heels e ricorda di più un fumetto normale con i balloon, mentre lo spin-off è raccontato attraverso i pensieri del protagonista battuti a macchina.
L’uso interessante di foto rielaborate e render a computer rendono la storia più dinamica e visivamente più interessante. Inoltre, nonostante tutto sia in bianco e nero, talvolta si nota una punta di colore per evidenziare un dettaglio, un elemento d’interesse da ricordare (un po’ alla Sin City).
Gaggia dimostra di avere un occhio estetico elegante, oltre a un certo amore per alcune opere d’arte citate nel fumetto e usate come sfondo ad alcune delle scene più importanti della storia, e le citazioni al mondo del cinema nemmeno si contano, ma sono tutte da scoprire.

Abbiamo intervistato l’autore per saperne di più su Dog Kane.

Il Mondo di Dog Kane Svelato da Gaggia

 

Com’è nato Dog Kane?

Dog Kane venne pubblicato per la prima volta sul N.1 di “FLIT Comics”, rivista di fumetti e critica, nel giugno del 1991.
La storia era “Stiletto Heels” (quella che oggi è presentata nei volumi 2 e 3, anche se soggetto e sceneggiatura erano molto diversi) e fu pubblicata a puntate nel corso di tre lunghi anni (dal 1991 al 1993).
Anche il disegno del personaggio era molto diverso e ha subito una progressiva antropizzazione.
L’idea, oggi molto percorsa ma allora sicuramente più originale, era quella di contaminare il genere noir – con chiari riferimenti cinematografici – con un disegno di derivazione disneiana, anzi ‘barksiana’ a voler essere sinceri.

C’è un motivo preciso per cui quasi tutte le dark ladies e le femmes fatale sono “papere”?

Come già accennato il mio riferimento principale è la Paperopoli di Carl Barks e, fin da piccolo, sono sempre stato ‘ammaliato’ dalla figura di Amelia.
Nel disegno di Barks, infatti, le papere sono con gli occhi a palla – come Paperina – o con lo sguardo più umanizzato – come Amelia, appunto – e questa soluzione l’ho sempre trovata più ‘metafisica’.
Come nella pittura di De Chirico o Savinio la decontestualizzazione di certe figure ci obbliga a percepirle mettendo in dubbio la tranquillizzante certezza delle nostre
convinzioni. E’ un tentativo di richiamare alla mente lo stereotipo,

Dog Kane

attraverso la citazione, e negarlo per re-interpretarlo subito dopo.

Com’è iniziata la sua passione per i fumetti e perché ha deciso di farne il suo lavoro?

La mia passione per i fumetti esiste da sempre. Ricordo che imparai a leggere, oltre che sul libro di prima elementare, sugli albi di Topolino. E mi ricordo benissimo la prima storia che riuscii a leggere completamente: era “Zio Paperone e i misteri della cattedrale” – di Barks… sarà un caso?
Naturalmente c’è stato poi un progressivo passaggio dal ruolo di fruitore a quello di creativo, ma questo è avvenuto attraverso strade non lineari, passando per una laurea in Architettura e una cattedra di Disegno e Storia dell’Arte al Liceo.
Nel frattempo, però, la frequentazione del mondo del fumetto è continuata e mi ha portato a partecipare alla creazione della rivista “FLIT Comics” (sopra citata) e ad altre iniziative che sono sempre state coagulate, a Perugia, intorno alla Biblioteca delle Nuvole: una grande biblioteca comunale dei fumetti nata dall’intuizione (e dalla collezione) di Claudio Ferracci.
Solo recentemente ho preso la decisione di creare un mio marchio editoriale con il quale dal 2013 produco libri a fumetti incentrati prevalentemente su Dog Kane.

Qual è la sua soddisfazione più grande?

Cominciano ad essere diverse, devo dire, ma per ora la soddisfazione più grande ha il viso di un ragazzino di 13 anni che dopo aver letto i libri di Dog Kane si è fatto riaccompagnare dal padre al mio stand di Albissola Comics per dirmi che gli era piaciuto molto il personaggio e le storie e che voleva farmi i complimenti.
Ora: i complimenti fanno sempre piacere, inutile negarlo. Ma quando vengono da qualcuno che non è esattamente la figura di lettore a cui penso quando realizzo le storie e con quella spontaneità che solo un ragazzino di quell’età sa dimostrare… sicuramente hanno un valore particolare.

Quali sono i suoi obiettivi per il futuro?

In realtà i miei obiettivi sono diversi, li elenco brevemente e spero di raggiungerli, anche se in parte:
* Continuare a scrivere e disegnare storie.
* Cercare di realizzare una narrazione sempre più ‘trans-mediale’: in grado cioè di passare da un media all’altro (o sperimentare nuove contaminazioni tra questi).
* Raggiungere un maggior numero di lettori (per questo ho apprezzato molto la vostra intervista) e poter contare su una distribuzione più capillare.
* Cercare di offrire una forma di intrattenimento che contenga anche qualche elemento emozionale e qualche spunto di riflessione sulla vita. Non a caso Dog Kane è un detective esistenzialista…

Ringraziamo Francesco Gaggia per la splendida intervista a noi concessa.
 Dog Kane è disponibile su Amazon e sul sito ufficiale. Utilizzando il link sottostante per i vostri acquisti, potrete supportare The Indie Toaster, che riceverà una piccola percentuale dei ricavati. 
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1 Comment

  1. L’ eleganza dell’ autore risuona nelle sue eleganti opere. Meraviglioso Kuiry.

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